Camillo Bortolato

Nella stessa terra.

Quando partecipai ad un suo convegno nelle bellissime colline del trevigiano, scoprii che era nato a circa 2 km da dove ero nata io, che onore!

Il suo convegno mi ispirò e mi diede conforto nella mia scelta dell’home schooling, laddove prendersi la diretta responsabilità della gestione educativa dei propri figli è un grande impegno, ma al contempo è connaturato al fatto stesso di essere diventati genitori.

Questa consapevolezza mi diede il coraggio di mettermi in gioco in prima persona, assecondare le intuizioni musicali del mio cuore, e dopo essermi cantata e suonata le mie tabelline per centinaia di volte, cercai il coraggio di contattarlo e condividere con lui, anche per gratitudine.

Fu veramente gentile ed estremamente umile, e diede immediatamente fiducia alle mie proposte musicali. Tutte nate dall’idea di fondo del metodo analogico.

Cos’è “analogico”?

Camillo Bortolato

A dire il vero la cosa migliore è rimandare questa spiegazione ai testi esaurienti del Maestro Camillo Bortolato, che ho avuto l’onore di ascoltare in un bellissimo convegno, e poi conoscere di persona per condividere il mio progetto musicale:

E’ il modo più naturale di apprendere mediante metafore e analogie, come fanno i bambini che nella loro genialità imparano a giocare, a parlare o usare il computer ancor prima degli adulti.

E’ il metodo del cuore cioè dell’intuizione a tutto campo,  esercitata a 360 gradi,  per accogliere tutto,  nella fiducia e nell’accettazione,  senza  timore, e senza il bisogno di controllo che blocca ogni cosa.” Perché si chiama analogico? “Perché l’analogia e non la logica è lo strumento per conoscere le cose nuove.

Perché?

Tutto il mondo è costruito su base analogica cioè come replicazione dello stesso atomo o della stessa cellula.

Ogni più piccolo passo è un avanzamento e la conquista del mondo è una moltiplicazione di passi.

Un bambino nel suo piccolo mondo vede l’estensione di tutto il mondo e gioisce ad ogni conferma 

Tutto è speculare e replicativo della stessa unità. Perché nel nostro cervello, a differenza del computer non ci sono le sinapsi della logica. Perché la questione epistemologica, cioè di come ricaviamo la conoscenza, si pone in questi termini : rileviamo le nostre conoscenze andando nell’incerto nel provvisorio, nel fantastico, come fanno sempre i bambini.

L’intelligenza dei bambini

“Molti bambini che hanno successo a scuola spesso è perché hanno imparato da soli prima di entrarci. Oppure trovano il modo di difendersi da certa didattica inventandosi il metodo analogico da soli. Sono prudenti. Quando l’insegnante spiega decidono ogni minuto se lasciarsi guidare entrando in contatto con il suo pensiero attraverso lo sguardo. L’apprendimento in questo contatto è come un balzo di fiamma da una candela accesa ad una spenta quando si accumula un certo calore.

Si fidano e investono energie se gli vogliono bene, se si fidano. Se condividono gli stessi sentimenti, le stesse finalità, gli stessi obiettivi. Se è così, applicano accettazione e fiducia, perché come qualcuno ha detto “c’è una porta nella mente che si apre con l’accettazione e si chiude con il giudizio.? C’è una porta nel cuore che si apre con la fiducia e si chiude con la paura”.” Ancora… “Perché molti bambini non imparano le tabelline? Perché è un enorme sforzo che equivale ad andare a fare una spesa di 100 prodotti avendo tutta la lista in mente.

Inoltre molti bambini scelgono deliberatamente di dimenticare la scuola con l’insegnante e tutta la sua matematica. Estromettono un mondo di frustrazione dalla loro vita emozionale. Altre volte hanno la memoria già satura di tutt’altro.” Trovo che il concetto di analogico non possa essere espresso più di tanto in parole, perché è come uno strato profondo, già pre-esistente. Allo stesso tempo più troviamo termini che “ci assomigliano” e più lo possiamo portare alla luce della consapevolezza, e metterci a servizio tutto il nostro intelletto.

Cos’è imparare?

Al convegno cui partecipai il Maestro usò accezioni bellissime, tipo “tuffarsi, avere fede in qualcosa che non si sa”, oppure “metodo dietetico” (cioè non appesantito dalla cultura, dal sapere in quanto tale). Ancora “il metodo del tablet”, dove presentiamo ai bimbi “tutto e subito”. Immaginate che vi vendano un computer e della tastiera vi diano un tasto alla settimana, così intanto vi esercitate con quello… ma vi pare? Ai bambini piace vedere il tutto, subito, nel complesso, visione panoramica. Imparare a leggere le lettere dell’alfabeto a 4 anni?

Tutte subito appese lì, al muro, con le loro belle immagini-gancio che vanno a pescare nell’intelligentissimo mondo analogico del bambino.

Si tratta di “guarire dalla concettualità”, non dilungarsi tanto in tante spiegazioni, è tutto cervello, solo emsiferso sinistro. E’ ora di tirare fuori anche quello destro, perché non li mettiamo insieme, dato che ne abbiamo due?

Certificazione personale Camillo Bortolato